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28 giugno 2018

Decisione sostitutiva nel fine vita

Interessante caso etico. La signora Smith è in shock settico, con segni di sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e insufficienza renale acuta. Le sue condizioni non migliorano nonostante i trattamenti intensivi. Non ha lasciato scritto le sue direttive anticipate di trattamento. Il fratello con cui non ha contatti da più di 20 anni è restio a considerare l’opzione di non rianimare. La signora Jones, vicina e amica intima da 10 anni dichiara con certezza di aver discusso in diverse occasioni con la signora Smith di fine vita e che la signora Smith in caso di grave malattia critica non avrebbe voluto essere sottoposta a manovre rianimatorie. Quale approccio scegliere?

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Daniela Martinelli (daniela.martinelli@asst-mantova.it)

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