Autori: Jorge Bergoglio, Abraham Skorka
Edizione: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 211
Prezzo: 9,90 euro
Codice ISBN: 9788804632153

Il capitolo XI di questo libro, centrato sul dialogo fra l’attuale pontefice e un rabbino ebraico, è intitolato “eutanasia” ma, al di là della scontata condanna morale sull’eutanasia attiva, lancia un allarme sull’eutanasia nascosta (da insufficiente copertura sociale delle spese per terapie e cure ordinarie) e rimanendo nell’alveo della tradizione teologica cattolica esprime parole particolarmente nette: “Anche secondo la nostra morale occorre fare tutto il necessario, con mezzi ordinari, qualora la fine sia già segnata. Occorre assicurare la qualità della vita. Nel caso dei malati terminali, la forza della medicina non risiede tanto nell’allungare la vita del paziente di tre giorni, o di due mesi, ma che l’organismo soffra il meno possibile. Non siamo tenuti a conservare la vita con metodi straordinari, perché ciò può rivelarsi contrario alla dignità della persona” e ancora: “Al malato occorre dare quanto è necessario perché continui a vivere finché c’è speranza. Ma laddove il paziente è dichiarato terminale, non è più obbligatorio ricorrere a mezzi straordinari. Anzi, anche se vi fosse qualche speranza di vita, non è obbligatorio ricorrere a determinati mezzi, per esempio intubare qualcuno solo per prolungargli la vita di qualche giorno. Nella morale cattolica, nessuno è tenuto a usare mezzi straordinari per curarsi. Si tratta di non trattenere una vita che sappiamo non essere già più vita. Finché vi sono probabilità che la malattia possa regredire, si faccia pure tutto il possibile ma è opportuno ricorrere ai metodi straordinari solo se c’è effettiva speranza di recupero”. Questi concetti confortano perché confermano un solido supporto alla “filosofia” delle cure palliative e, nel contempo, pure mantenendosi nell’alveo dei tradizionali fondamenti teologici, aprono a orizzonti più ampi rispetto al rigido vitalismo con cui talvolta tali enunciati vengono interpretati. Interessante è anche il confronto fra gli orientamenti religiosi dei due autorevoli interlocutori su molti altri temi etici, antropologici o sociali (ateismo, morte, scienza, politica-potere, donna, fondamentalismo, eccetera).

Link

Iscriviti alla newsletter