Autore: Guido Miccinesi (A cura di)
Edizione: Poletto Editore
Anno: 2023
Pagine: 136
Prezzo: 25 euro
Codice EAN: 9791281372009

Scrivere di spiritualità della cura impone di definire al meglio cosa si intenda per spiritualità e cosa comprende l’idea e la pratica della cura di questa dimensione umana. “La spiritualità è una realtà di intersezione che si manifesta a livello psicologico, sociale e corporeo” scrive Guido Miccinesi nelle prime pagine del testo di cui è curatore. E poco prima il medico palliativista Simone Veronese (Torino) nella presentazione al libro scrive: “quando si assiste una persona malata, che risposte abbiamo di fronte a dimensioni quali la disperazione, l’incapacità di trovare un senso nell’esperienza di malattia, la paura della morte o del morire, il senso di ingiustizia della vita”? E proprio a questa questione il libro cerca di dare risposta, tracciando con competenza e chiarezza le tappe di un percorso di cura o, meglio sarebbe dire, i tasselli di un mosaico che compone la cura quando i curanti sono disposti ad accogliere la dimensione spirituale come parte ineludibile della cura integrale della persona.

Guido Miccinesi, evidenzia infatti una questione cruciale per la presa in carico della dimensione spirituale del malato e della sua famiglia: “La nostra interiorità è la porta della spiritualità, ma questa può essere chiusa e costituire un formidabile ostacolo, o piuttosto aprirsi e rivelare scenari inattesi”.

A noi operatori scegliere che posizione prendere e come intendere la cura di quel dolore totale indicato da Cecily Saunders e portato avanti ad oggi anche dalla EAPC e dalla SICP.

Questo serve a sottolineare che non basta, specie in Cure Palliative, una competenza tecnica e clinica, ma si necessita di una disponibilità a formarsi nella propria dimensione umana per stare alla presenza di quella altrui, in ascolto e disponibili ad aprire o facilitare una strada che porti ad esprimere e realizzare la singolarità di ciascuno attraverso scelte anche molto concrete che poggiano su valori di vita per ogniuno differenti.

Per questo il libro tesse sapientemente, tramite l’intreccio di più voci che appartengono a vari professionisti (medici, sacerdoti, psicologi, infermier, filosofi) differenti visioni che si integrano armonicamente ed esplicitano con chiarezza la necessità di riconoscere i bisogni del paziente mentre suggeriscono la modalità per farlo, che pennellano una necessità di formazione specifica per gli operatori indicando le caratteristiche necessarie a questo tipo di cura, sottolineando il rapporto necessario tra dimensione religiosa – quando presente – e spiritualità non religiosa,  fino ad arrivare a trattare altri temi fondamentali quali la dignità e gli aspetti bioetici.

Infatti questi ultimi sono la traduzione concreta della cura intesa come cura globale della persona e per questo nel testo questo viene trattato e spiegato con chiarezza, definendo anche la cornice delle cure palliative, culla – fin dal loro sorgere – di questa attenzione verso l’essere umano che soffre e si interroga di fronte alla morte ed al dolore.

Questo libro afferma con decisione che “la questione non è più se la spiritualità debba far parte della formazione di chi opera in cure palliative o in generale della cura, ma come dovrebbe essere strutturato un percorso” scrive nel testo Claudio Ritossa (Medico e formatore). Ogni operatore coltiverà quindi attitudini e qualità personali e relazionali – che vanno dalla consapevolezza, all’empatia, alla compassione – da mettere in gioco nella sua professione di cura e nella pratica della cura di sé, per restare così saldi con sé stessi nel corso di tutta la propria pratica professionale.

Un libro completo, che ci accompagna nel complesso intreccio di saperi, professioni, pratiche e competenze personali che disegnano la cura integrale, che non evita e non nega la dimensione spirituale nel percorso di cura ma cerca di definirla, renderla riconoscibile, evidenzia i modi per prenderla in carico, grazie ad un coro a più voci di professionisti che se ne fanno carico ormai da anni, e testimoniano così che “ si può e si deve fare”.

Laura Campanello (campanellolaura@gmail.com)


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