Autore: Rosella Pastorino
Edizione: Feltrinelli
Anno: 2023
Pagine: 350
Prezzo: 19,00 euro
Codice ISBN: 9788807035265

In frangenti come quelli attuali, in cui lo scoppio di nuovi conflitti pare ormai divenuto di sconcertante quotidianità e sempre più difficile si fa il lavoro dell’analista come del singolo cittadino nel tentativo di raccapezzarsi su cause, responsabilità e soluzioni, è forse un tentativo opportuno ricercare nella letteratura e in altre guerre, altri periodi, altre geografie un filo per dipanare la matassa ingarbugliata degli interrogativi recenti. Mi limitavo ad amare te sceglie di osservare l’assedio di Sarajevo iniziato nell’aprile 1992 e protrattosi fino al 1996, in seguito alla dichiarazione di indipendenza della Bosnia Erzegovina, ma non riconosciuta dalla Jugoslavia e dalle forze serbe, dalla prospettiva di alcuni bambini, di cui poi seguiamo le vicende nel corso del libro.

Omar ha 10 anni e un legame profondissimo con la madre che, scomparsa un mattino di inizio conflitto, non vedrà più tornare; suo fratello maggiore Sen si fa forza per entrambi; Nada è una bambina risoluta con tanta rabbia dentro, il fratello Ivo già combatte. Omar, Sen, Nada iniziano un viaggio in pullman che li condurrà in Italia, per trovare un rifugio in attesa che la guerra finisca, poi una casa, infine l’adozione presso una famiglia italiana, la stessa esperienza che vivranno tanti bambini scappati dalla guerra. Non per tutti sarà semplice integrarsi, c’è chi lo farà alla perfezione come Sen, chi non lo accetterà mai come Omar, chi vivrà sospesa tra due mondi come Nada; tutto questo mentre la ruggente adolescenza cambia i volti, i corpi e i caratteri e spinge ciascuno ad affrontare la sfida di diventare grandi.

Pastorino intervalla i capitoli con il diario di un personaggio di cui solo alla fine scopriremo l’identità e che dà voce a chi è rimasto a Sarajevo, le morti, la fame, il dolore, le riflessioni che cercano di dare un senso alla tragedia. E mentre l’inferno spazza via vite e città, chi è partito e si è salvato non può fare a meno di vivere, amare e respirare con un’ombra sempre più larga nel cuore e il senso di colpa di avere lasciato indietro qualcuno, di averlo perso forse per sempre.

“Cosa facevo io mentre durava la Storia?
Mi limitavo ad amare te.”
Chiuse le palpebre e si espose alle accuse delle stelle.

Quello stesso amore permetterà ai protagonisti, in modi e forme diverse, di trovare la forza per rialzarsi, anche dopo l’esperienza della fine, quella della loro infanzia e del mondo in cui sono nati.

Daniele Tagliabue (daniele.tagliabue07@gmail.com)

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