Autore: Giovanni Fornero
Edizione: UTET
Anno: 2023
Pagine: 336
Prezzo: 22 euro
Codice ISBN: 9791221207422

Questo importante libro approfondisce ed amplia la magistrale analisi condotta precedentemente dall’autore nel volume “ Indisponibilità e disponibilità della vita. Una difesa filosofico giuridica del suicidio assistito e dell’eutanasia volontaria” (2020), partendo dalla radicale e non eludibile domanda che la società contemporanea, non solo occidentale, ha di fronte a sé: la legittimità etica della facoltà di disporre della propria vita e l’eventuale sussistenza di un correlato diritto a congedarsi anticipatamente dalla vita.

La ricognizione dei problemi e la rigorosa riflessione sugli aspetti filosofici e giuridici del “diritto di andarsene” scorrono nei vari capitoli, includendo un’analisi approfondita dei pronunciamenti della Corte costituzionale italiana e tedesca oltre che della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo evidenziandone le analogie, le diversità ed anche le intrinseche aporie.

Sgombrato il terreno dall’infondato e fallace argomento che la richiesta di por fine alla propria vita sia necessariamente e sempre correlato ad una patologia mentale o ad una implicita richiesta di aiuto, l’autorevole filosofo affronta con determinazione alcune questioni particolarmente complesse. La prima di queste è se le persone con un grave stato di sofferenza, soprattutto psico-esistenziale, possono compiere scelte razionali, consapevoli e libere; questa spinosa domanda riceve da parte di Giovanni Fornero una risposta positiva, peraltro in linea con quanto affermato dai recenti pronunciamenti della nostra Corte costituzionale.

La questione più controversa, quasi urticante, di tutte quelle affrontate nel libro è però quella dell’estensione del futuribile diritto di anticipare la propria morte a persone “sazie di vivere”, cioè anziani e grandi anziani che sono giunti alla fine della loro vita biografica prima di arrivare al termine di quella biologica. La stanchezza di vivere, la perdita di senso della vita residua, il vissuto di una mera sopravvivenza biologica valutata dalla persona stessa come priva di dignità possono costituire una indicazione alla morte anticipata?

Ogni lettore si sentirà sfidato da questi ultimi interrogativi e, magari, anche da molte altre questioni sollevate nelle ricche pagine, peraltro scritte con lodevole chiarezza espositiva e grande comprensibilità di linguaggio. Verosimilmente La sfida arriverà per ogni lettore, indipendentemente dalle proprie concezioni favorevoli o contrarie al paradigma della disponibilità della (propria) vita. Questa sfida è la ragion d’essere del libro, sia per chi lo ha scritto sia per chi lo leggerà.

Luciano Orsi (orsiluciano@gmail.com)


RISORSE

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