Autore: Michela Murgia
Edizione: Rizzoli
Anno: 2024
Pagine: 128
Prezzo: 15 euro
Codice ISBN: 9788817147798

Sei maggio 2023, Michela Murgia rilasciava al Corriere della Sera una lunga intervista in cui, per la prima volta, dichiarava di avere un tumore al rene al quarto stadio. Pochi mesi dopo, il 10 agosto 2023, nella notte delle stelle cadenti, all’età di 51 anni, muore Michela Murgia, circondata dall’affetto della sua famiglia queer.

Pochi mesi prima, usciva in libreria il suo libro, “Tre Ciotole. Rituali per un anno di crisi”, un romanzo fatto di storie in cui i protagonisti attraversano tutti un cambiamento radicale – un licenziamento, una malattia, la perdita di una certezza o di un amore, un lutto –  che li costringe a cambiare il loro orizzonte per superare quella linea di crisi che lo sta demarcando e segnando profondamente. “Utero in affitto” è uno dei racconti di questo libro e ci introduce a uno dei due temi principali di “Dare la vita”, il suo ultimo libro postumo, affidato al curatore delle sue opere e figlio d’anima Alessandro Giammei, scrittore e professore di Italian Studies alla Yale University. “La vita è ingiusta. Io posso generare, ma non mi interessa. Loro vorrebbero e non riescono. L’unica fortuna è che ci vogliamo abbastanza bene da prestarci i desideri a vicenda” sono le parole della protagonista del racconto, che ci introducono al tema molto caro alla scrittrice della gestazione per altrə (GPA). In “Dare la vita”, la scrittrice affronta il tema della GPA partendo dal concetto di maternità e gravidanza, che non sempre coincidono, e affrontando temi di carattere etico e legale. Lo scopo non è fornire risposte facili, precise e ordinate ai dubbi che inevitabilmente questo argomento porta con sé, ma piuttosto e più correttamente aprire un dibattito, mantenendo ben aperta la porta del dubbio, delle perplessità, delle contraddizioni, e cercare di uscire da quell’orizzonte mentale statico, nel quale siamo stati abituati da subito a muovere il nostro pensiero, per ridisegnare insieme “ciò che quelle norme hanno definito in confini spesso illogici”.

Ed è lo stesso invito che ci fa nella prima parte del libro spingendoci a riflettere sul significato della parola queer, sulla queerness come “scelta radicale di transizione permanente, attraverso la quale chiunque può decidere di non confinare sé e chi ama (non solo chi desidera sessualmente) in alcuna definizione”, e sull’idea di famiglia queer, come era ed è tutt’ora la sua. La queer family è “una famiglia ibrida, fondata sullo ius voluntatis, sul diritto della volontà”, come spiegava lei stessa, “madre d’anima”, in una intervista: un nucleo di persone che si scelgono, “una famiglia senza legami di sangue né stati interessanti”, che va oltre il destino segnato per ciascunə di noi dalla “mera biologia e dalle leggi dello Stato”, che ancora oggi nel 2024 “identifica la maternità con la gravidanza e la famiglia con il sangue”. Una famiglia che sfida il concetto di normalità e naturalità a cui siamo abituati, ma che esiste ed è una realtà che va affrontata anche politicamente.

Interrogarsi, dialogare in modo lucido e aperto, coltivare il dubbio, non rassegnarsi, non restare in silenzio, non essere per forza compiacenti né accondiscendenti, non ascoltare pedissequamente quel famoso buon senso con cui siamo cresciuti a braccetto per educazione, tradizione e rispetto di quei ruoli imposti da una società inamovibile e deresponsabilizzante, che utilizza il concetto di “sacralità della famiglia” per conciliare dissapori e tensioni. Questo l’invito di Michela Murgia, perché, come ci insegna lei stessa, “aprire all’altrə non riduce ma amplifica l’amore”.

Erika Poggiali (erikapoggiali2@gmail.com)

 

 


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