Regia: Celine Song
Anno: 2023
Genere: Romantico/Drammatico
Durata: 1 ora 46 minuti

Past Lives è il primo film di Celine Song, regista sudcoreana, inserito tra i migliori 10 film del 2023 dalla National Board of Review e dall’American Film Institute, candidato a 5 Golden Globe e a 2 premi Oscar come miglior film e miglior sceneggiatura originale.

Ispirato in parte alle esperienze autobiografiche della sua regia, Past Lives racconta la storia dell’amicizia tra Nora Moon (Greta Lee) e Hae Sung (Teo Yoo), che nasce all’età di 12 anni in Corea, a Seul, nel 2000, e segue il loro rapporto nel corso dei successivi 24 anni con una visione che consente di osservare l’evolversi della loro amicizia “a distanza” e delle loro vite, che prendono strade diverse fino a non avere nulla più in comune, nemmeno la loro lingua e la loro cultura, ad eccezione del passato.

Filo conduttore del film non è l’amore, ma un concetto più difficile da spiegare e da comprendere: il destino, inteso nel suo significato più profondo della cultura filosofica coreana. C’è, infatti, una parola in coreano, 인연 In-Yun, che viene tradotta come provvidenza o destino, ma che in realtà è una sorta di connessione magica tra due persone, strettamente legata all’idea della reincarnazione, e che le unisce in modo inestricabile, a prescindere da ciò che può accadere nelle loro vite e anche dall’esistenza di un rapporto concreto, dove non si può controllare chi entra nella tua vita e chi rimane. È un In-Yun persino quando due sconosciuti camminano per strada e i loro vestiti si sfiorano appena, perché significa che c’è stato qualcosa tra loro nelle vite passate. Una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio, di cui non abbiamo memoria, ma che ci lega all’altro in modo talvolta così inspiegabile da sembrare magico.

Secondo la tradizione coreana, sono necessari ben otto mila strati di In-Yun per vivere una vita insieme, anche se, secondo Nora, come dirà al suo futuro marito, lo statunitense Arthur (John Magaro), “È solo una cosa che dicono i coreani per sedurre qualcuno”. Eppure, è questo concetto che consente allo spettatore di elaborare il proprio pensiero e di seguire le vicende del film con uno sguardo unico e forse solitario, in cui il proprio vissuto diventa il filtro per vivere e comprendere la storia di Nora e Hae Sung, insieme a tutti quei “se” ingarbugliati con le infinite possibili varianti della nostra vita, che teniamo forzatamente nascoste dentro di noi.

La verità, come ha dichiarato Song, è molto semplice: non esistono risposte certe nella vita e nell’interpretazione della realtà, ma solo parziali. Ciò che viviamo potrebbe essere qualcosa che non ci saremmo mai aspettati, ma che è stato scritto per noi. A volte, dobbiamo semplicemente lasciar andare e fidarci del nostro In-Yun.

Erika Poggiali (erikapoggiali2@gmail.com)

 

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