Autore: Banana Yoshimoto
Traduttore: Gala Maria Follaco
Illustraabout:blanktore: Akemi Goto
Edizione: Feltrinelli
Anno: 2024
Pagine: 96
Prezzo: 12 euro
Codice ISBN: 9788807035814

Secondo uno studio britannico i bambini fanno 288 domande al giorno per una media di 23 all’ora. Se siete neogenitori non vi allarmate, con il tempo la situazione migliora ed anzi, ad un certo punto, la situazione potrebbe capovolgersi… Fare domande è uno dei modi che abbiamo per conoscere il mondo e la realtà che ci circonda, seguendo una naturale attitudine alla curiosità e alla scoperta, che è particolarmente spiccata nell’età infantile. Insieme all’esperienza, chiedere il perché delle cose è infatti il sistema con il quale costruiamo la nostra visione del  mondo e la nostra verità, ma non solo, ci permette di sviluppare la nostra intelligenza emotiva. Crescendo e diventando adulti, tendiamo ad essere meno curiosi e ci sorprendiamo con maggiore difficoltà, spesso accontentandoci delle risposte che abbiamo già.

Banana Yoshimoto è nata nel 1964, e se la matematica non è un’opinione, quest’anno compirà 60 anni. Eppure, nel suo libro si e ci pone 8 domande, interrogandosi su alcuni dei temi più complessi della vita, perché lei stessa “continua a prendersi cura del bambino che porta dentro di sé”. Che significa diventare grandi? Si deve studiare per forza? Che cos’è l’amicizia? Che cos’è la normalità? Che succede quando si muore? Crescere è un bene? Qual è il senso della vita? Che vuol dire darsi da fare? Per ogni domanda, il lettore troverà una risposta, che ha lo scopo di “essere di conforto…nei momenti in cui vi sentite scoraggiati o così abbattuti da perdere la fiducia in voi stessi”. Per questo motivo, invece di leggerlo tutto d’un fiato, in una apnea letteraria che non si addice al testo, amatelo poco per volta, un capitolo al bisogno, e rileggetelo quando vi serve o quando ne sentirete il bisogno, come “un amuleto”, per usare le parole della autrice, capace di farvi ritrovare la sintonia con voi stessi e mantenere viva quella bussola interiore che si chiama sensibilità.

Il libro si conclude con un epilogo dal titolo emblematico “Pensare al futuro”, che suona come un augurio per il lettore, e ci ricorda che “nella vita è importante anche divertirsi, avere uno scopo…perché se si lavora soltanto, la vita non è poi così bella”. Parole sante.

Erika Poggiali (erikapoggiali2@gmail.com)

 


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