Autore: Carlo Casonato
Edizione: Giappichelli
Anno: 2024
Pagine: 368
Prezzo: 32 euro
Codice ISBN: 9791221104288

La ragion d’essere del libro di Carlo Casonato, professore di Diritto costituzionale comparato dell’Università di Trento, è quella indicata nella premessa: “…il diritto che si occupa delle persona nel suo rapporto con la medicina e le scienze della vita non è più quello del 2012 (data della 3° edizione dell’Introduzione al biodiritto scritta dallo stesso autore).

Lo sfondo del libro è rappresentato dall’intersecazione tra l’attuale Antropocene (predominio dell’uomo sull’ambiente naturale) e il sorgente Novacene (predominio dell’intelligenza artificiale sull’uomo). Su tale sfondo l’autore tratteggia con grande perizia e linguaggio rigoroso ma comprensibile a tutti, temi di enorme importanza quali le implicazioni scientifiche, culturali, e giuridiche della definizione di morte, delle tecniche riproduttive, clonazione, riscrittura del genoma, creazione di embrioni sintetici, ecc.

Il ruolo centrale del testo è occupato dal concetto di dignità umana significativamente definita come un paradigma falsamente chiaro come ben dimostrato dalla disamina del diritto internazionale e costituzionale comparato.

Il biodiritto, oggetto del volume, viene analizzato sia nelle sue fonti (divine, politiche) sia nei suoi modelli (astensionista, interventista) con un bilancio dei punti di forza e debolezza dei vari approcci.

Il capitolo quinto rappresenta forse la parte più preziosa del libro perché interamente dedicata ad un tema di indubbia attualità e di grande rilevanza per la medicina e per il diritto quale la morte medicalmente assistita (eutanasia, suicidio medicalmente assistito). Questo tema viene approfondito esaminando le legislazioni delle molte nazioni, inclusa l’Italia, che hanno variamente legalizzato l’aiuto medico a morire precisando anche il percorso socioculturale che ha portato il diritto a modificare in senso permissivo il suo ruolo di gatekeeper.

Di rilievo è infine la chiusura del volume dedicata alle insidie del concetto di diritto naturale e alla più realistica e promettente concezione di diritto, come impresa intellettuale che, al pari della medicina, è una realtà/disciplina “contro naturale” che si deve basare sul più sereno principio di ragionevolezza declinabile sul piano della razionalità (anche scientifica), della coerenza e della proporzionalità che possono consentire al biodiritto quella resilienza che ne permette la costante connessione con i mutamenti socioculturali e il divenire tecno-scientifico.

Luciano Orsi (orsiluciano@gmail.com)

 

 

 


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