Dopo anni di lavoro, dopo la pandemia, ma anche quando intraprendiamo per la prima volta il nostro percorso in una pratica lavorativa di cura, abbiamo l’esigenza di riconoscerci al meglio nel ruolo che ricopriamo: le cornici sono diverse dalle aspettative che avevamo o dal passato che abbiamo vissuto, intorno a noi le logiche che guidano le decisioni e le priorità sembrano eccessivamente cambiate. Ci sentiamo marziani caduti su un pianeta sconosciuto, di cui ci sembra di conoscere più i linguaggi, le pratiche, le direzioni. E ci stiamo a fatica. Il rischio è maturare rabbia, ansia, frustrazione, demotivazione, confusione… e restarcene invischiati. Come tutti i professionisti della cura, anche coloro che operano nelle cure palliative e che a vario titolo assistono malati in fase avanzata e terminale di malattia non sono immuni da tale rischio, anche se tutelati dal lavoro d’équipe e dalle competenze formative apprese e maturate.

Anzi: per loro la fatica può essere maggiore perché il carico emotivo ed esistenziale che si può davanti al dolore che emerge nel processo del morire, si somma alla fatica di ritrovare motivazioni, confini di ruolo, senso del proprio operare.

Coordinamento didattico: Dr. Luciano Orsi


Crediti EMC: 10.4
Posti disponibili: 25
Il corso sarà attivato al raggiungimento del numero minimo di 20 partecipanti

Destinatari:
Il corso è rivolto a tutte le figure professionali operanti nelle equipe di assistenza domiciliare, in Hospice e nelle strutture ospedaliere


SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Fondazione Floriani, Via Privata Nino Bonnet, 2 - 20154 Milano
Telefono:
0262611126
Fax:
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