Oggi, nel contesto sanitario, chi cura esprime il crescente bisogno di essere riconosciuto e sostenuto nel complesso compito di rispondere ai bisogni della persona malata e dei suoi caregivers. Un tempo il riconoscimento per i professionisti sanitari era dato dalla guarigione o dal miglioramento dei malati e dai loro ringraziamenti; il problema oggi è la cura della cronicità, delle disabilità e fragilità, e il fine vita.
Allora gli operatori dove trovano il riconoscimento del loro lavoro, se i malati che guariscono sono meno e le frustrazioni aumentano? In letteratura si dimostra che le innovative linee di prevenzione del burn-out vanno nella direzione di formare gli operatori alla competenza emotiva: se un professionista sanitario è competente a livello emotivo riesce a prendere decisioni migliori realizzando un problem solving più efficace, a mantenere una chiarezza mentale anche sotto pressione, a manifestare una maggiore empatia, e a risolvere meglio i conflitti. Oggi i curanti devono essere aiutati a sviluppare l’intelligenza emotiva e la consapevolezza del loro ruolo, per meglio gestire la distress dettato da sovraccarico lavorativo, disorganizzazione delle istituzioni e richieste continue di malati e famigliari.

Coordinamento didattico: Dr. Luciano Orsi


Crediti EMC: 10.4
Orario di lavoro: dalle ore 09.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00

Destinatari: 
Medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi che lavorano nelle équipe di cure palliative all’interno dei vari setting assistenziali o qualunque professionista della salute che sia particolarmente interessato agli aspetti di relazione/comunicazione medico-paziente

Posti disponibili: 25
Il corso verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di 20 persone



SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

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