Con la deliberazione n. IX/3976, la Giunta regionale, nell’ambito delle indicazioni d’appropriatezza sull’uso dei farmaci in ambito onco-ematologico e anche alla luce delle indicazioni nazionali di spending review, ha introdotto alcune importanti indicazioni circa l’avvio delle cure palliative nei tumori metastatici della mammella e del polmone. In caso di tumore metastatico della mammella che non ha risposto alla seconda linea di chemioterapia l’oncologo viene invitato a valutare, in base al quadro clinico, se sia opportuno discutere con la paziente malata l’avvio di un percorso di cure palliative. Nel tumore al polmone con PS≥3 (ECOG) con più di 2 (SCLC) o 3 (NSCLC) linee chemioterapiche standard oppure nei malati fragili viene posta l’indicazione alle cure palliative con l’obiettivo di evitare ricoveri impropri per la persona e per il Servizio sanitario nazionale. Nella premessa dell’allegato 1 viene inoltre precisato che è in via di progressiva diffusione e strutturazione la Rete di cure palliative e pertanto si invitano i professionisti sanitari a usufruirne se la valutazione della situazione sanitaria e psico-sociale del malato rileva scarse probabilità di successo chemioterapico e fa presumere un possibile danno alla qualità complessiva della sua vita provocato dalla prosecuzione delle chemioterapie. Tenendo conto che queste indicazioni regionali sono state elaborate recependo le linee guida della Rete oncologica lombarda, in cui gli oncologi hanno un ruolo attivo, sembra di poter affermare che il vento dell’oltranzismo chemioterapico sta lentamente calando, aprendo più solide prospettive alle simultaneous care e alla tempestiva presa in carico palliativa di malati non più realisticamente trattabili con ennesime chemioterapie.

Luciano Orsi (luciano.orsi@aopoma.it)

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