Con la sentenza n. 20984/2012 la Cassazione civile ha sancito che il fatto di essere medico non esclude che il paziente-medico debba ricevere adeguate informazioni per poter esprimere un consenso informato valido. Con ciò la Cassazione ha assunto una posizione opposta a quella tenuta dalla Corte di merito, la quale aveva sostenuto che, essendo il paziente un medico, egli aveva le cognizioni scientifiche necessarie per rendersi conto del trattamento cui veniva sottoposto e dei rischi della terapia prospettata. La Corte di Cassazione, al contrario, esclude la validità di un ragionamento fondato su tale manifestazione presuntiva del consenso. Nella sentenza è stato ribadito il principio giurisprudenziale ormai acquisito secondo cui ‘Il consenso informato costituisce, di norma, legittimazione e fondamento del trattamento sanitario’. Questo comporta che, senza il consenso informato, l’intervento del medico è – al di fuori dei casi di trattamento sanitario per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità – sicuramente illecito, anche quando sia nell’interesse del paziente. Il consenso informato ha come correlato la facoltà non solo di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico ma anche, nell’eventualità, di rifiutare la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale.

 

Segnalazione di Luciano Orsi (luciano.orsi@aopoma.it)

 

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