Gli autori hanno condotto la prima revisione della letteratura sulla pianificazione anticipata delle cure (PAC) nelle cure palliative pediatriche rilevando che essa è attuabile con successo e consente di raggiungere risultati positivi, in analogia con quanto si verifica nella palliazione del malato adulto. La scarsità degli studi disponibili non permette di giungere a conclusioni definitive ma le esperienze statunitensi evidenziano che la PAC negli adolescenti, nei bambini più grandicelli e nei loro genitori ha avuto mediamente effetti positivi sul loro stato emotivo e sulla comunicazione senza essere vissuta come un processo stressante. In particolare, parlare delle fasi avanzate e terminali di malattia e potere condividere le decisioni di fine vita ha ridotto le emozioni negative e incrementato quelle positive, la comunicazione è stata facilitata, i trattamenti di fine vita hanno rispettano più frequentemente le volontà anticipate (soprattutto limitando i trattamenti di sostegno vitale e incrementando il controllo delle sofferenze) e il decesso è avvenuto più frequentemente al proprio domicilio.

Lotz JD, Jox RJ, Borasio GD, et al. Pediatric advance care planning: a systematic review. Pediatrics 2013;131:e873-80.

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