Il 2 giugno us è morto a Milano, a causa di un tumore, il giornalista Roberto Gervaso. Dalla pagina Facebook Scritti & Letture una riflessione sulla morte.

‘A me e tu lo sai, la morte ha fatto paura sin da bambino. E, con gli anni, non mi sembra che questa paura si sia attenuata. Anzi, più sono cresciuto io, più è cresciuta lei. Ogni volta che mi chiedo perché mi dispiaccia tanto abbandonare questo mondo, di cui mi è nota l’ubicazione, per uno sconosciuto, non riesco a darmi una spiegazione. – Due cose – Diceva Rochefoucauld – non si possono fissare a lungo il sole e la morte- Quello abbaglia con la sua luce; questa si nega alla vista con le sue tenebre- Forse a farci paura è solo il mistero che avvolge la morte. E ciò, perché il mistero è irrazionale o, meglio, così si presenta alla mente dell’uomo, presuntuosa ma limitata. Esso ci inquieta non dandoci certezze. Che con noi tutto finisca è per molti probabile. Ma per altrettanti è possibile che non finisca nulla, che la vita cioè, continui, o nelle forme che già conosciamo, o in forme nuove, diverse. In entrambi i casi dovremmo metterci il cuore in pace. O calando nella tomba, nella tomba restiamo. Oppure, e noi vogliamo crederlo, l’anima sopravvive, e solo l’involucro che la contiene, torna nella polvere, cioè nel nulla. In altre parole, la morte è un abisso o un ponte. Se è un abisso in questo siamo destinati a precipitare sia col corpo che con quel soffio divino e contingente che lo riscalda e lo anima, lo fa godere e soffrire, sperare e disperare.. Ma se un aldilà non esiste perché dovremmo paventare il nulla, che dissolve anche la coscienza, annullando le nostre apprensioni? Se la morte è invece un ponte, se qualcosa, un qualcosa che poi, il tutto resta, se l’anima sopravvive, noi dovremmo che rallegrarci. E attendere serenamente la fine, augurandoci che non ritardi troppo. Dopo settanta, ottant’anni di vita tribolata da dolori, mortificata da rinunce, logorata da lotte, avvizzita dalla routine, immeschinita dai compromessi, uscire da questo mondo per entrare in un altro, che ci riserverà comunque molte sorprese, dovrebbe essere, se no un piacere, almeno una curiosità.

A mia madre – Roberto Gervaso – 1937 – 2020 – giornalista, scrittore, aforista italiano.

Daniela Martinelli (daniela.martinelli@asst-mantova.it)

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