Un anno fa, nei saluti del “XXVII Congresso Nazionale SICP” dedicato alle Cure Palliative del futuro, ci si chiedeva “Cosa vogliamo che succeda?”.
La risposta crediamo di averla trovata ed è rappresentata dalle Reti di Cure Palliative, Regionali e Locali.

Reti da rafforzare o da costruire ex novo.
Reti fatte di persone, professionisti e volontari, integrati e organizzati.
Reti capaci di dare risposte ai bisogni vecchi, ma anche a quelli nuovi dettati dalla pandemia e dagli effetti che questa ha prodotto su tutto l’ambito socio-sanitario.
Reti in grado di progettare e di fare, ma anche di monitorare e di misurare.
Reti pronte ad impegnarsi, in questo tempo sospeso ma anche nel futuro prossimo, nelle sfide clinico assistenziali per tutte le persone malate con bisogni complessi e parallelamente disponibili a fare propria la responsabilità di una necessaria evoluzione scientifica attraverso una crescita dell’attività di ricerca.

Le Cure Palliative sono ormai un diritto, una disciplina, un livello essenziale di assistenza e una specializzazione medica.
Come palliativisti c’è bisogno di partire dalla consapevolezza di quello che siamo e soprattutto di quello che ci rende unici: saper essere presenti in ogni setting assistenziale, condividere e creare connessioni, individuare i bisogni e costruire percorsi assistenziali personalizzati e appropriati, comunicare tra specialisti e professionalità diverse, mettere la persona malata al centro, rispettarne dignità e facilitarne l’autodeterminazione.

Solo così potremo continuare ad incidere sulle politiche sanitarie, attraverso competenze solide e un’identità sempre più forte che faccia della multi-professionalità e della capacità di dialogo e di apertura, l’elemento centrale su cui rafforzare la costruzione della Reti.

Anche quest’anno, oltre ai temi clinici, assistenziali, organizzativi, psicologici e relativi alle humanities si è scelto di aggiungere il tema delle nuove emergenze legate alla pandemia da Covid.
Le Cure Palliative stanno mostrando di saper esistere e resistere anche di fronte alle difficoltà estreme dettate dalla pandemia e da qui partiremo per nuove riflessioni sempre più ampie, concrete e coraggiose.

Al momento attuale l’andamento della pandemia non ci permette ancora di definire se il Congresso si svolgerà in forma virtuale o in presenza a Riccione o se sarà un evento ibrido.
I molti feedback rispetto al gradimento della scorsa edizione vogliamo leggerli come volontà e desiderio dei soci e di tutti i professionisti sanitari interessati e coinvolti nelle Cure Palliative di esserci nonostante tutto e questo rappresenta un fortissimo stimolo a fare sempre meglio per la crescita di SICP.

Abbiamo bisogno, ora più che mai, di buone idee e soprattutto di buone pratiche perché siamo davvero convinti che le Cure Palliative siano una buona notizia in sé, per le persone malate, i loro cari, la Medicina e il Sistema Sanitario. Spetta a ognuno di noi far sì che, in quanto tale, riesca a contaminare positivamente tutto ciò che gli sta intorno.
I Board del Congresso sono già al lavoro, ma attendiamo i vostri preziosi contributi, mossi dall’obiettivo di offrire a tutti coloro che lavorano nel nostro ambito una grande opportunità di crescita culturale e scientifica.

Gino Gobber, Presidente del Congresso
Marta De Angelis, Coordinatore del Board Scientifico
Luciano Orsi,  Co-coordinatore del Board Scientifico

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