I dati dell’analisi dell’Osservatorio di Salutequità mostrano forti disuguaglianze tra Nord e Sud Italia nell’offerta e nell’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, per gli adulti e ancora di più per I minori (‘I dati sulle cure palliative pediatriche… sono irricevibili per un Ssn che dichiara di mettere al centro l’umanizzazione dell’assistenza’).

1 persona su 3 che ne avrebbero bisogno riceve le cure palliative e la percentuale scende al 15% tra i minori.

Due milioni di persone in Italia soffrono di dolore cronico moderato-severo ma il 34% ha ricevuto un’unica prescrizione di farmaci contro il dolore nel corso dell’anno e la percentuale sale nelle Regioni del Sud.

L’ultima relazione al Parlamento sull’applicazione della L38/2010 risale al 2019.

La legge di Bilancio del 2023 ha stabilito che entro il 2028 le cure palliative dovranno raggiungere il 90% delle persone che ne hanno bisogno ma a dicembre 2021 due regioni non avevano ancora istituito la Rete di cure palliative dell’adulto, in otto non risultava istituita la rete per le cure palliative pediatriche.

Nel 2022 il 36% delle persone decedute per tumore ha ricevuto un’assistenza di cure palliative; la percentuale di malati seguiti dalle cure palliative è in crescita negli ultimi 6 anni e dopo i due anni di pandemia. Nel Nord Italia la copertura territoriale è molto più alta che al Sud. L’istituzione della Rete loclae di cure palliative è in crescita: in 9 ASL su 10 la rete locale è stata istituita.

Al Sud si muore di più a casa, dato che ‘al netto di fattori socio-culturali legati all’evento luttuoso, è strettamente legata ad una bassa e, in alcuni casi, insufficiente dotazione di hospice e di unità di cure palliative domiciliari’.

 

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